why you
.
Состав:
Alessandro - Vocals
Alessio - Bass
Andrea - Drums
Roberto - Guitar
Биография о группе есть, но на итальянском языке к сожалению. Имеют три общедоступных записи и еще на оф. сайте еще можно скачать треки с ранних демок.
La voce dei Gerda assomiglia ad un’esplosione, la deflagrazione del dolore, di mille dolori che si urtano a vicenda e nell’entrare in contatto si frazionano e moltiplicano.
Non è certo il silenzio quello che producono nel momento in cui decidono di non parlare, bensì un magma di note che si sovrappongono secondo diagrammi apparentemente caotici, sebbene in realtà di casuale qui ci sia davvero poco: sembra piuttosto di osservare i paesaggi descritti da Lovecraft ne “Le Montagne Della Follia”, costruzioni basate su geometrie non euclidee e dagli angoli impossibili. Non è facile penetrare in questi labirinti in note, sebbene - una volta raggiunta la chiave di lettura - il viaggio si riveli più affascinante che difficoltoso, un percorso che si arrampica su accordi slabbrati, arpeggi dissonanti e violente sfuriate noise, capaci di illustrare sensazioni e sentimenti con certosina precisione. Il problema con lavori come Cosa Dico Quando Non Parlo è che l’ascoltatore non avvezzo si lasci spaventare dall’inusuale linguaggio, che decida di rifugiarsi in lidi ben più familiari, perdendo così una ghiotta occasione d’impossessarsi di un nuovo punto di vista e di una nuova prospettiva per osservare l’animo umano. Potremmo citare i Breach come punto di riferimento, ma per quel che vale anche i Nasum o i Neurosis più devianti, il noise della Grande Mela, il post-core meno accomodante, o con maggiore approssimazione quel magma che si muove ai margini delle scene, che ne stupra i dettami e ne rimodella gli standard. Perché il nuovo album dei Gerda è un lavoro di confine, costruito con gli scarti di lavorazione della canzone come siamo soliti considerarla, una sorta di mostro generato quando si smette di parlare una lingua conosciuta e, appunto, si decide di dire non parlando.
Non è facile districarsi in una giungla di cemento e ferraglie senza avere una bussola e senza scorgere i fiori che vi nascono qua e là. Devo ammetterlo, il primo ascolto dell’ultima fatica dei marchigiani Gerda non è stato affatto semplice, ma dopo aver capito in quale registro lessicale andare a pescare tutto è stato più semplice. Un disco pieno di materiali dimessi e archeologie industriali di difficile classificazione strutturale che suona cinico e passionale al tempo stesso, dal multiforme e poliedrico aspetto spesso sfuggevole. Un cubo di Rubik composto da accelerazioni grind, screamo, post-hardcore, noise, ricordi del crust e qualche suite di post-rockiana memoria intrecciate con grande maestria. Un mix di giustapposizioni che ostenta intelligenza ed intransigenza ad ogni passo avanti procedendo così per tutta la sua durata e coadiuvandosi con altrettanto acuti ed ottimi testi (in italiano).
“Cosa Dico Quando Non Parlo” dimostra di aver maturato e dato un’impronta precisa al precedente lavoro del quartetto jesino, risultando forse meno leggibile dai più, ma guadagnando in personalità. Album dove la forma si inchina alla sostanza divenendo croce e delizia di quest’ultima ed ennesima ottima uscita di una annata che procede a gonfie vele in tutto lo stivale.
Ora attendo dai Gerda il salto di qualità anche sonoro.
Non è certo il silenzio quello che producono nel momento in cui decidono di non parlare, bensì un magma di note che si sovrappongono secondo diagrammi apparentemente caotici, sebbene in realtà di casuale qui ci sia davvero poco: sembra piuttosto di osservare i paesaggi descritti da Lovecraft ne “Le Montagne Della Follia”, costruzioni basate su geometrie non euclidee e dagli angoli impossibili. Non è facile penetrare in questi labirinti in note, sebbene - una volta raggiunta la chiave di lettura - il viaggio si riveli più affascinante che difficoltoso, un percorso che si arrampica su accordi slabbrati, arpeggi dissonanti e violente sfuriate noise, capaci di illustrare sensazioni e sentimenti con certosina precisione. Il problema con lavori come Cosa Dico Quando Non Parlo è che l’ascoltatore non avvezzo si lasci spaventare dall’inusuale linguaggio, che decida di rifugiarsi in lidi ben più familiari, perdendo così una ghiotta occasione d’impossessarsi di un nuovo punto di vista e di una nuova prospettiva per osservare l’animo umano. Potremmo citare i Breach come punto di riferimento, ma per quel che vale anche i Nasum o i Neurosis più devianti, il noise della Grande Mela, il post-core meno accomodante, o con maggiore approssimazione quel magma che si muove ai margini delle scene, che ne stupra i dettami e ne rimodella gli standard. Perché il nuovo album dei Gerda è un lavoro di confine, costruito con gli scarti di lavorazione della canzone come siamo soliti considerarla, una sorta di mostro generato quando si smette di parlare una lingua conosciuta e, appunto, si decide di dire non parlando.
Non è facile districarsi in una giungla di cemento e ferraglie senza avere una bussola e senza scorgere i fiori che vi nascono qua e là. Devo ammetterlo, il primo ascolto dell’ultima fatica dei marchigiani Gerda non è stato affatto semplice, ma dopo aver capito in quale registro lessicale andare a pescare tutto è stato più semplice. Un disco pieno di materiali dimessi e archeologie industriali di difficile classificazione strutturale che suona cinico e passionale al tempo stesso, dal multiforme e poliedrico aspetto spesso sfuggevole. Un cubo di Rubik composto da accelerazioni grind, screamo, post-hardcore, noise, ricordi del crust e qualche suite di post-rockiana memoria intrecciate con grande maestria. Un mix di giustapposizioni che ostenta intelligenza ed intransigenza ad ogni passo avanti procedendo così per tutta la sua durata e coadiuvandosi con altrettanto acuti ed ottimi testi (in italiano).
“Cosa Dico Quando Non Parlo” dimostra di aver maturato e dato un’impronta precisa al precedente lavoro del quartetto jesino, risultando forse meno leggibile dai più, ma guadagnando in personalità. Album dove la forma si inchina alla sostanza divenendo croce e delizia di quest’ultima ed ennesima ottima uscita di una annata che procede a gonfie vele in tutto lo stivale.
Ora attendo dai Gerda il salto di qualità anche sonoro.
можно начать с S/T:up:
Ccылки
http://www.degerda.com/
http://www.myspace.com/gerdadegerda
http://www.lastfm.ru/music/Gerda
Дискография
Gerda-Self_Titled-2005
[HIDE]Cкачать[/HIDE]
Gerda – Cosa Dico Quando Non Parlo LP (2007)
[HIDE]Cкачать[/HIDE]
Gerda-III-2009
[HIDE]Cкачать[/HIDE]
- Description
- Hardcore/Screamo/Italy